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Recensioni recenti

Isabella Lalli

Isabella Lalli

Valutata 1 stelle su 5

Cliente Fastweb per anni, poi a un certo punto chiedo il trasloco della linea nella nuova casa, da lì il dramma. La casa è storica, quindi il primo tecnico mi segnala che non può fare nulla e che vi è bisogno dei tecnici FiberCop, segnalandomi però che la centralina per la linea è piena. A quanto pare questa informazione viene passata a me ma non agli uffici e quando i tecnici arrivano non possono procedere all'attivazione. Anzi, provano a chiedere l'attivazione di una nuova postazione in centralina senza ottenere nessuna risposta dagli uffici centrali. Da qui Fastweb sparisce, ghosting degno dei migliori malesseri, io mi ostino a chiamarli almeno una volta a settimana per chiedere l'andamento della pratica ma nulla, anzi il centralino di Rende diventa un non luogo delle mie giornate. Dopo un mese vengono rimandati i tecnici, ma solo perché ho fatto pietà alla centralinista nell'ennesima chiamata settimanale, e trovano la medesima situazione. A questo punto, richiamando il numero dell'assistenza mi viene detto che forse una postazione si sarebbe liberata dopo un mese, il 10 agosto. Io rimango basita, mando PEC e chiedo informazioni ma nulla, 10 giorni dopo finisco i giga al telefono. Perché, lavorando da casa non avere una linea crea non pochi disagi. In negozio chiedo l'aggiunta di qualche giga per arrivare al rinnovo dell'offerta ma nulla, anzi qui mi dicono che il mio è un trasloco impossibile: praticamente non sapendo che cosa fare, la mia pratica viene lasciata lì senza che nessuno ci metta mano e nella totale inefficienza degli operatori. Alla fine, grazie alle PEC e alle chiamate andiamo in conciliazione AGCOM, il nostro falò di confronto, dove riesco almeno ad evitare di continuare a pagarli (ah si, perché senza internet a casa ma le fatture il 25 del mese mica vengono fermate). E oggi, dulcis in fundo, dal 24 di agosto posso restituire il modem ma...non esiste da nessuna parte la bolla per rinviarlo e in negozio non lo prendono. Le ore che ho perso dietro al loro servizio clienti, anziché lavorare dovrebbero essermi pagate.

Enrico Stefanoni

Enrico Stefanoni

Valutata 5 stelle su 5

Ho inserito gli Invictus Reference XLR in un impianto molto trasparente e che conosco bene, nel quale erano già presenti i cavi di potenza Invictus Speaker Reference MKII, confrontandoli a lungo con i miei abituali Neotech in rame OCC. Con i due Ricable insieme il sistema ha acquistato una coerenza particolare: tutto sembra suonare con la stessa voce, senza che una parte del messaggio musicale prevalga o sembri separata dalle altre. Fin dai primi ascolti la differenza rispetto al mio riferimento Neotech è stata evidente: maggiore apertura, aria e capacità di far emergere le informazioni più fini, ma senza trasformare il dettaglio in qualcosa di artificiale. La scena acquista profondità e tridimensionalità e anche il basso sembra più libero, profondo e materico, mantenendo controllo e velocità. Inizialmente ho avuto qualche dubbio sull'estremo alto, che con i Ricable mi sembrava leggermente più aperto rispetto all'equilibrio al quale ero abituato. È stato proprio il ritorno al Neotech a chiarirmi le idee: le alte diventavano certamente più accomodanti, ma insieme si riducevano aria, microinformazioni, profondità e vitalità. La cosa più interessante è che quella maggiore luminosità non sembra appartenere soltanto alle alte frequenze. È una caratteristica che attraversa l'intero spettro e modifica la percezione complessiva del messaggio musicale: tutto appare più aperto, leggibile e vivo, senza che una particolare gamma sembri artificiosamente messa in evidenza. È proprio questo equilibrio tra elevatissima risoluzione, organicità e naturalezza ad avermi convinto. Nel mio impianto gli Invictus Reference XLR non hanno semplicemente cambiato il suono: è stato tornando al Neotech che ho capito meglio ciò che con loro avevo guadagnato.