Il faro del KALUMET si è spento
Ci troviamo al KALUMET, un elegante ristorante di pesce ispirato ai tradizionali capanni da pesca lungo il molo di Milano Marittima; la bella esperienza risalente a due anni scarsi pretendeva un ritorno... ma qualcosa è andato storto tanto che, consumata la seconda portata abbiamo chiesto di potercene andare. Il nostro tavolo da 8 coperti privato dal piacere delle brezze marine e di qualsivoglia altro strumento di ventilazione, si è ben presto trasformato in una calda sauna e per conseguenza i bianchi tovaglioli in sudari per i commensali. Le portate non sembrano alleviare il "disagio climatico" e l'eccellenza di una cucina di grande prestigio si riduce ad un lontano ricordo. Nel pescato del giorno non può mancare l'orata da 1,2 kg che si esprime al netto della pulitura in un paio di striminziti filetti per due. Discreta ma non eccezionale la frittura e volti perplessi anche per antipasti e primi piatti che vengono ritirati con l'avanzo. Il servizio - al netto della giovanissima, bravissima e anch'essa sudatissima maitre di sala - ricorda McDonald's. Insomma, del molo nord di Milano Marittima il ricordo che rimane a questo punto è quello del faro.








