Prestazione rifiutata con estrema scortesia allo sportello
Accedo allo sportello della struttura alle ore 12, accompagnato da mia moglie. L’unica addetta presente in quel momento mi chiede di pagare la prestazione prenotata, asserendo che la mia polizza prevede quel tipo di prestazione (un’ecografia) soltanto dietro pagamento dell’intera tariffa, ma con uno sconto.
Dopo aver spiegato la situazione:
1) mostrando all’impiegata la e-mail con cui l’assicurazione attestava e disponeva la prestazione con pagamento diretto,
2) ricordando che in passato prestazione analoga presso di loro era stata eseguita tranquillamente e regolarmente con pagamento diretto, e che un’altra era stata prenotata allo stesso modo per la prossima settimana,
3) chiedendole la cortesia di chiarire subito con il call center dell’assicurazione convenzionata, che nel frattempo avevo chiamato e mi aveva tranquillizzato sul mio diritto,
l’addetta, insistendo sul fatto che la mia richiesta sarebbe stata fatta in modo erroneo, si rifiutava anche di conferire con il call center. Deprecabile anche il fatto che si tratta di un servizio diagnostica, dunque i malati meriterebbero un trattamento più comprensivo e conciliante, meno scortese e seccato, anche nel caso fossero in torto. Alla fine, di fronte all’impossibilità di veder riconosciute, o quantomeno considerate, le mie ragioni, decido di rinunciare alla prestazione, e a quella prenotata per la settimana prossima. Procederò ad annullare le pratiche presso la mia assicurazione, segnalando il trattamento subito, per eseguirle in un’altra struttura, dove il personale tratti il malato in modo più umano.







