Danneggiati due Hard Disk in un anno, persi 4 TB di dati e mi ritrovo a dovermi ricomprare un nuovo Hard Disk.
Premetto che sono, da molti anni, un cliente affezionatissimo di questa che ho sempre ritenuto la migliore azienda per quanto concerne la produzione di Hard Disk; posseggo numerosi prodotti di Western Digital e sino ad oggi non avrei mai pensato di ritrovarmi a scrivere quanto sto per dire. Nel solo 2011 ho acquistato HD della WD per oltre 1000 Euro, per mie esigenze personali e su richiesta di molti parenti ed amici che mi avevano sentito sempre parlare bene di questa azienda. Purtroppo, uno degli HD in mio possesso, un WD Elements da 2 TB, ha smesso di funzionare, improvvisamente e senza alcuna causa apparente, nel dicembre del 2012, a poco più di un anno dal suo acquisto. Essendo il prodotto in garanzia (due anni di garanzia europea), ho contattato il Servizio Clienti di WD per sapere come procedere per la sostituzione del prodotto e per un eventuale recupero dei dati, trattandosi di 2 TB di documentazioni raccolte in anni di lavoro. L’operatore è stato molto gentile e dopo alcune verifiche mi ha spiegato che il difetto riscontrato era dovuto probabilmente ad un guasto meccanico che rendeva l’HD inutilizzabile. Avendo capito che ero abbastanza competente in materia, mi autorizzava addirittura a sfilare l’HD dal suo contenitore per tentare un recupero dei dati prima di procedere alla sua sostituzione, anche perché la WD non effettua questo genere di servizio. Il recupero non è andato a buon fine ed ho perso irrimediabilmente 2 TB di dati; ho pensato che questo genere di cose può succedere anche ai migliori HD e mi sono rassegnato all’idea che si trattasse di un incidente, anche se l’HD non aveva subito un uso intensivo ma un utilizzo saltuario per la semplice memorizzazione di dati. La WD mi ha comunque comunicato che avrebbe sostituito l’HD ma avrei dovuto rispedire il vecchio HD, a mie spese, presso il loro centro di raccolta prima di riceverne uno in cambio. Scocciato per la perdita dei dati e un po’ amareggiato per l’ulteriore spesa da affrontare per la spedizione, ho comunque accettato perché, con qualche Euro, avrei avuto almeno un HD nuovo. Dopo un mese e mezzo di mail e comunicazioni varie e dopo aver rispedito, come richiesto, il vecchio HD al produttore ho ricevuto finalmente un nuovo HD di pari capacità, a fine gennaio 2013. Pensavo che tutto fosse finito bene ed ho iniziato ad immagazzinare dati sul mio nuovo HD. Ma a febbraio 2014, dopo un altro anno, anche il nuovo HD ha smesso di funzionare con le stesse modalità del primo e con lo stesso irrimediabile risultato. Questa è forse una evenienza che WD non aveva messo in conto perché, grazie a questo secondo guasto (che a questo punto non ritengo più così casuale), ho scoperto molte cose su WD e sulla sua politica di sostituzione dei prodotti danneggiati, nonché sul modo di trattare i clienti che spendono migliaia di Euro in prodotti con il loro marchio! Ho infatti contattato nuovamente l’Assistenza Clienti per segnalare l’accaduto e come prima sorpresa ho scoperto che il mio “nuovo” HD non era più in garanzia. Ma come? La garanzia non dovrebbe essere di due anni dall’acquisto o, in questo caso, dalla consegna? La risposta è stata negativa. WD, in caso di sostituzione, associa la garanzia del prodotto sostituito a quello spedito in sostituzione; vale a dire che la garanzia del “nuovo” prodotto viene rimodulata alla scadenza del primo ed i due anni di garanzia partono comunque dalla data del primo acquisto. Mi sono allora adirato perché, dopo aver perso 4 TB di dati nel giro di un anno a causa di prodotti assolutamente inaffidabili, mi è stato detto che non avrei ricevuto nemmeno un HD in sostituzione! Ho chiesto quindi spiegazioni in merito a tale comportamento ed il Servizio Clienti mi ha svelato un altro arcano, riservandomi una nuova sgradita sorpresa. Gli HD spediti in sostituzione di quelli danneggiati non sono HD nuovi! Avete capito bene! Sono HD “ricondizionati” (che a casa mi significa rotti, riparati e poi sottoposti a test di qualità, ma comunque “usati”). Ed ecco perché WD non ritiene opportuno rinnovare la sua garanzia per altri due anni. Pongo allora dubbi sulla legalità normativa di un tale comportamento ed il Servizio Clienti si giustifica dicendomi che sul loro sito sono scritte tutte le condizioni relative alla sostituzione dei prodotti danneggiati. Vale a dire che io avrei dovuto leggere pagine di documenti scritti in “politichese” anziché fidarmi delle indicazioni e delle informazioni fornite dal Servizio Clienti; ed allora a cosa serve questo Servizio Clienti? Voglio far notare che lo scambio di mail è durato dal giorno 08 dicembre 2012 al giorno 21 gennaio 2013, ma in tutto questo periodo e nel corso di decine di mail nessuno si è degnato di spiegarmi che cosa stava realmente accadendo e quali erano le condizioni che io mi apprestavo inconsapevolmente ad accettare. Non si è fatto cenno al mancato rinnovo della garanzia e al fatto che i prodotti spediti erano ricondizionati; ma il Servizio Clienti si è preoccupato (chissà perché?) di sottolineare che il prodotto che mi era stato spedito era di un modello superiore (WD My Book Essential) e quindi, secondo quanto volevano farmi credere, di qualità superiore. Come ciliegina sulla torta e come se il resto non bastasse,
ho anche scoperto che se mi fossi rivolto al venditore anziché consultare la WD, avrei certamente ricevuto un prodotto nuovo in sostituzione o il rimborso di quanto speso per l’acquisto. Avrei insomma avuto un prodotto con altri due anni di garanzia oppure i soldi per comprarne uno nuovo, anziché spenderne per la spedizione a WD. Ma anche di questo la WD non ha fatto alcun accenno durante i lunghi colloqui intercorsi. Ho accennato a WD che se ci saranno i margini per una causa nei loro confronti mi rivolgerò ad una Associazione Consumatori per rivalermi in sede civile. Per tutta risposta mi è stato detto che la colpa era mia perché non mi ero fatto un back-up dei dati persi, come se io fossi l’ultimo arrivato nel mondo dell’informatica. Ho spiegato quindi ai solerti operatori del Servizio Clienti che fare il back-up di una grossa mole di dati comporta il doppio dello spazio di memorizzazione ed il doppio della spesa, a tutto vantaggio dei soli produttori di HD. Quando un utente decide di fare i back-up fa certamente una selezione tra i dati che giudica fondamentali e quelli che considera “solamente” importanti. Un normale utente non può permettersi di spendere 1000 Euro in HD ed altri 1000 solo per fare il back-up; quindi fa semplicemente una scelta di qualità. Il che significa che all’atto dell’acquisto sceglie la migliore marca di HD nella speranza che facciano il loro lavoro in modo egregio senza la necessità di enormi back-up e conserverà su altri supporti una copia dei soli dati considerati “imperdibili”. Evidentemente la fiducia riposta in WD è stata disattesa e dovrò cominciare ad acquistare HD di altre marche, anche più economiche, così potrò permettermi di acquistare il doppio di supporti per fare il back-up e se si romperanno, almeno, saprò di non aver investito inutilmente grosse somme di denaro. Il trattamento ricevuto non è comunque degno di un “grande” nome come quello di WD.
5 marzo 2014
Non scritta su invito