Riflessioni sull'evoluzione da Superrete a UnionreteNCC: dubbi sulla territorialità
Seguo l'evoluzione di questo progetto sin dagli esordi, quando operava con il nome di Superrete e il modello di collaborazione era differente, privo degli attuali costi di ingresso.
Analizzando il percorso fatto fino a oggi, mi sorgono spontanee alcune riflessioni:
Identità Regionale vs Nazionale: Nonostante il cambio di nome e il passaggio a un sistema ad abbonamento, ho l'impressione che il baricentro operativo sia rimasto profondamente radicato in Toscana. Mi chiedo quanto il network riesca effettivamente a essere incisivo per i colleghi che operano nel resto d'Italia, dato che la percezione esterna è quella di una realtà a forte trazione locale.
Modello di Business: È lecito porsi dei dubbi sul valore aggiunto offerto dal passaggio al canone annuale. Per chi osserva il mercato NCC da fuori, non appare del tutto chiaro se a questo investimento corrisponda una reale capillarità del servizio su tutto il territorio nazionale o se il vantaggio resti circoscritto alle zone presidiate dai fondatori.
Trasparenza per i non residenti: Sarebbe interessante capire se esistono dati concreti che testimonino un flusso di lavoro costante per chi opera al Nord o al Sud. Senza queste certezze, il rischio è che il sistema possa apparire poco bilanciato per chi non risiede nell'area di riferimento principale del network.
In conclusione, pur riconoscendo il valore storico del progetto nato come Superrete, rimangono forti perplessità sulla sua reale utilità come strumento di lavoro nazionale.
Al momento lo considero un club interessante per l'area toscana, ma meno convincente per chi cerca una rete di collaborazione diffusa.







