Esperienza pessima: fotovoltaici a Ravenna e Ferrara
- DEL CONTRATTO UBISOL : “CONDIZIONI GENERALI” -
1) Impone al committente condizioni generali di contratto che le consentono di subappaltare a terzi ma contestualmente si sottrae, dichiarandosi di fatto estranea, da quelle che definisce “responsabilità dirette” dei subappaltatori.
2) Rifiuta di concordare e sottoscrivere termini temporali per la conclusione dei lavori ma, alla firma del contratto, incassa subito il primo acconto.
3) Giustifica tale rifiuto con l’esistenza di un calendario interno di programmazione che tuttavia rimarrà sempre “misterioso e sconosciuto” al committente: insomma “pagare moneta, vedere cammello!” ma se il cliente chiede “ma quando posso vedere il cammello?” il cammelliere di turno risponde “quando lo dico io!”
- DELLA FASE ESECUTIVA “INSTALLAZIONE” -
1) Dopo oltre tre mesi viene inviato sul posto un sedicente “capocantiere” per i rilievi e le verifiche tecniche “in situ”. Lo scopo è quello di redigere un “report” che attesti la fattibilità dell’intervento e stabilisca le modalità e i mezzi tecnici necessari.
2) Il verbale di tale sopralluogo, eseguito frettolosamente ed in modo approssimativo e “spannometrico”, contiene osservazioni grossolane e valutazioni tecniche errate: alcuni interventi si rivelano poi non necessari ovvero inutili e/o non realizzabili.
3) Il servizio assistenza post-installazione è, a dir poco, inesistente: dopo aver atteso per settimane un loro intervento, ci si è dovuti rivolgere direttamente alla assistenza fornita dalla casa costruttrice dell’inverter che, in pochi secondi, ha risolto un problema di mero settaggio e corretta configurazione.
- DELLE COMUNICAZIONI E PAGAMENTI -
1) Informa il cliente dell’avvio dei lavori il giorno prima per il giorno dopo e la mano destra di Ubisol non sa cosa fa la mano sinistra!
2) Invia messaggi del tipo “interveniamo lunedì prossimo o martedì ma potrebbe anche essere mercoledì” e poi, senza avvisare, non si presenta nessuno né lunedì, né martedì e nemmeno mercoledì.
3) Dopo aver incassato il primo acconto, si dà premura inviare la fattura di secondo acconto ma si guarda bene dal fornire contestuale “data inizio lavori” e assicurazione che “tutto il materiale risulta giunto in magazzino pronto per l’installazione”.
4) Usa toni minacciosi e arroganti, insultando il cliente con epiteti che (a specchio!) avrebbe fatto meglio riservare a se stessa.
5) Dopo aver assicurato il cliente sulla chiusura lavori in pochi giorni, va subito all’incasso della fattura a saldo ma fa aspettare il cliente un intero mese prima di completare l’installazione: insomma “pagare moneta ma continuare a non vedere cammello!”.
Francesco Frisone
30 maggio 2025
Non scritta su invito