Studio Casa di Cisano Bergamasco
A settembre 2025 firmo preliminare con caparra per un appartamento ristrutturato (facente parte di un ex-convento).
A fine gennaio 2026 si giunge al rogito: dopo le firme di rito, rammento alla proprieta' che mi devono consegnare anche le chiavi del portone di ingresso al condominio;
mi si risponde "candidamente" che no, il portone di ingresso, con relativo androne di accesso al porticato, e' stato venduto a chi ha acquistato il pianterreno.
E io da dove entro? chiedo.
Dal cancello del cortile, mi rispondono i rappresentanti della societa' immobiliare che si occupa della vendita.
Nella mia lunga vita (ho 70 anni), ho comprato e venduto molti appartamenti: non mi era mai capitato di dover verificare se l'ingresso condominiale fosse incluso nelle parti comuni; ma evidentemente bisognera' prendere nota: oltre a eventuali spese condominiali non pagate, o caldaia non funzionante, controllare se il portone d'ingresso e' usufruibile o se invece bisogna entrare dai garage, o dalle cantine…
Ma ancor piu' grave: il mediatore, che dovrebbe essere "terzo" tra le parti, dov'era tra settembre e gennaio? Il mediatore non poteva non sapere di quel dettaglio: ed era suo dovere informarmene; chesso': "guarda, la proprieta' ha deciso di cambiare la suddivisione dei subalterni, pertanto se non ti va bene puoi recedere dal contratto".
E invece no: lo vengo a sapere 'en passant', al rogito, solo perché ho chiesto la chiave..
E' questa la professionalita' oggigiorno?








