Frutta arrivata già deteriorata: così la spesa online perde credibilità
Recensione
Ho acquistato tramite il servizio di spesa online circa 9 euro di frutta dai Supermercati Piccolo, ma purtroppo l’esperienza è stata molto deludente.
Le arance e i mandarini non erano freschi e stanno gradualmente marcendo, producendo muffa. Ogni giorno sono costretta a buttarne qualcuno nella spazzatura. Le mele, una volta aperte, presentano marciume nella parte centrale. Ho segnalato tutto al servizio clienti mostrando anche le fotografie.
Le banane, arrivate di un colore verde molto scuro, invece di maturare si stanno accartocciando.
Trovo questa situazione inaccettabile per diversi motivi. Prima di tutto perché, di fatto, sono rimasta senza frutta. Il servizio di spesa online dovrebbe rappresentare un valore aggiunto: un risparmio di tempo e una comodità, soprattutto per chi – come me – è una persona non più giovane e ha difficoltà a uscire per fare la spesa.
Tengo però a precisare che sono cliente dei Supermercati Piccolo da oltre 25 anni, proprio del punto vendita da cui parte la spesa online. Sono sempre stata una cliente convinta, perché ho sempre trovato buoni prodotti e personale disponibile quando andavo di persona a fare la spesa.
Proprio per questo mi dispiace molto dover dire che il servizio di spesa online funziona male. Questa esperienza lascia pensare a due problemi importanti:
nel reparto frutta e verdura non è stata prestata alcuna attenzione al cliente, inserendo nei sacchetti prodotti palesemente non freschi ma pagati come prodotti di prima qualità;
chi ha preparato l’ordine non ha minimamente controllato lo stato dei prodotti prima di spedirli.
Il servizio clienti si è scusato a nome del punto vendita e ha emesso un buono di 4 euro da utilizzare su una futura spesa. Tuttavia, questo non risolve realmente il problema. Di fatto il cliente perde i prodotti acquistati e deve fare un’altra spesa per recuperare il valore del buono. Nel frattempo i soldi restano “congelati”, e i prodotti vanno buttati.
Inoltre bisogna comunque rimpiazzare la frutta, andando fisicamente a comprarla oppure rifacendo un altro ordine online – che difficilmente sarà di soli 9 euro.
Un servizio reso in questo modo difficilmente può avere un futuro positivo, perché alla lunga il cliente si stanca. Anche perché, nella zona dove abito, nel raggio di circa tre chilometri ci sono almeno cinque supermercati, quindi la possibilità di scelta non manca.
Lascio questa testimonianza con rammarico ma anche con il desiderio che possa essere utile ad altri clienti e, magari, servire a migliorare il servizio.
7 marzo 2026
Non scritta su invito