Fate un anno in più e prendetevi la laurea
Ho frequentato l’ITS ICT Piemonte nel biennio 2023-2025 e, purtroppo, la mia esperienza non è stata all’altezza delle aspettative.
Comprendo che il percorso sia finanziato con fondi pubblici e che per gli studenti sia gratuito; tuttavia, ritengo che un ITS non debba essere gestito in questo modo.
Avvio e organizzazione del corso
Il corso è iniziato con tre mesi di ritardo, motivato dalla mancanza dei fondi europei. Inoltre, alla partenza non erano ancora disponibili tutti i docenti: le materie sono state avviate senza un percorso logico, con lezioni concentrate e ripetitive alla fine dell’anno. Questo ha compromesso la qualità dell’apprendimento.
Obblighi extra e gestione delle ore
Sono stati imposti – e non proposti – eventi e convegni extra orario scolastico, pena la registrazione di assenze. Queste attività, a mio avviso, si sono rivelate poco pertinenti con il nostro percorso formativo.
Progetti e strumenti didattici
I progetti che ci sono stati proposti erano spesso molto simili fra loro, senza reale varietà o possibilità di misurarsi con casi e sfide differenti. Inoltre, non sono stati forniti strumenti o supporti per l’utilizzo di tool fondamentali nel mondo del marketing digitale – come Google Ads, Meta Ads, Semrush e altri – limitando così la nostra preparazione pratica su piattaforme effettivamente richieste dal mercato.
Stage e inserimento lavorativo
Al momento della presentazione del corso era stata prospettata una probabilità molto alta di assunzione presso le aziende ospitanti. In realtà, su circa trenta studenti, solo una decina è stata accolta nelle aziende ospitanti. La spiegazione che ci è stata fornita riguardava la crisi del mercato e il settore saturo; tuttavia i corsi ITS dovrebbero nascere proprio da indagini di mercato e richieste specifiche delle aziende.
Percezione della qualità del percorso
Il percorso mi era stato presentato come un’alternativa di livello quasi universitario. Purtroppo, almeno per il corso che ho frequentato, la realtà è stata diversa: molti docenti erano sì professionisti del settore, ma soltanto pochissimi (due su quindici) hanno realmente accolto studenti nelle loro aziende.
Job placement
Anche il servizio di job placement sembra in difficoltà nel reperire aziende disposte a proporre stage coerenti e con condizioni dignitose. Si arriva a considerare “esperienza” tirocini retribuiti 400 € al mese, e ci si sente rimproverati se non si accettano.
Conclusione
Mi sono sentita, nel complesso, poco supportata e spesso disillusa rispetto alle promesse iniziali. Non mi sento di potermi definire una professionista pronta per il mercato del lavoro dopo questo percorso, né mi sento di consigliarlo a chi cerca una formazione realmente strutturata e un serio sbocco occupazionale.







