Castello del Buonconsiglio (Trento) - eine Freude für Kunstfreunde
[Versione italiana segue.]
Die ehem. Residenz der Fürstbischöfe von Trient ist ein Kunstdenkmal ersten Ranges, insb. wegen der Innenräume aus Gotik, Renaissance (und Barock). Einzelheiten sind auf der (erfreulich detailreichen, informativen) Website [Link nicht erlaubt] nachzulesen (allerdings nur mit kleinen Bildchen illustriert). – Was den Museumsbesuch "perfekt" macht, ist aber, daß die Leute dort auch "ihr Handwerk" verstehen. Während des gesamten Rundgangs waren alle Objektbeschreibungen problemlos lesbar, ohne Bücken, ohne In-die-Knie-gehen, ohne die Lesebrille auspacken zu müssen. Alle Texte sind auf gutem Niveau, viele dreisprachig (IT, DE, EN). In der Gemäldegalerie sind die Texte zu den einzelnen Gemälden (nur italienisch) von herausragender Qualität, konkret auf das jeweilige Bild ausgerichtet. Sie sind so "auf den Punkt" formuliert, daß sich die Zeit und Mühe des Lesens lohnt. Man hat dadurch wirklich "mehr" von dem Bild. Was kann man Besseres über die Arbeit eines Kunsthistorikers sagen?
La residenza dei principi vescovi di Trento è un monumento di importanza superiore. Soprattutto l'interiore presenta sale singolari della gotica, del rinascimento (e del barocco). Il sito web offre molte e dettagliate informazioni per preparare la visita. (Purtroppo, le immagini sono piuttosto piccole.) – Ma è un'altro aspetto che fa la visita veramente "perfetta": Ovviamente a Trento ci sono storici d'arte che veramente sanno il loro "mestiere". Durante la visita non dovevo inginocchiarmi nessuna volta per leggere le informazioni sugli oggetti esposti. Erano tutte scritte e fissate in una maniera che permette di leggerle senza problemi. Tutte le informazioni sono scritte in maniera concisa e informativa (spesso in tre lingue, IT, DE, EN). Nella pinacoteca i testi descrittivi (in italiano) sui dipinti sono di qualità eccellente, veramente superiore: perspicaci e precisamente orientati sugli aspetti che rendono un dipinto "speciale". Veramente valgono la pena di leggerli perché così il visitatore ha "di più" del dipinto. E quale complimento superiore si potrebbe fare del lavoro di uno storico d'arte?








