Sabato 16 maggio
Sabato 16 maggio, visto il tempo soleggiato e ventilato decido di pranzare all'aperto, curioso su "Dr. Google" un locale in zona spulciando vari menù, così una breve ricerca mi porta "alla Modina". Nell'accoglienza all'ingresso riscontro subito gentilezza e professionalità. Ordino l'antipasto misto piemontese la "Tradissiun" € 20 con un calice di Nebbiolo e dell'acqua gasata. Le sedie in metallo del dehor erano notevolmente arrugginite (più ruggine che colore, oserei consigliare il richiamo dell'antitetanica prima di recarsi sul luogo e qui non si scherza), sul tavolo arrivano un solo pacco di grissini e tre fette di pane vecchio, secco e di qualità inesistente con lavorazione di farine bianche raffinate e con un alto concentrato di additivi.
Finalmente arrivano gli antipasti: innanzitutto mi vengono posti di fronte quelli freddi e non quelli caldi (serviti dalla titolare) ma la cosa sconcertante è che di piemontese c'era ben poco. Lingua in salsa rossa servita con una salsa al pomodoro a cubetti industriale? (Ma la conoscete la vera ricetta con le acciughe?), insalata russa porzione "mignon" con maionese insapore, patate e piselli crudi, 3 castagne microscopiche farinose con cottura erronea, il vitello tonnato aveva un colore poco invitante (chiaro segnale di prodotto avariato, lo si percepiva al palato), una cipolla ripiena (sapore di rancido, con retrogusto amaro) con carne trita e la stessa all'interno del capunet e infine due ciotoline di cui una all'interno più sugo che giardiniera e l'altra il tonno di coniglio, e con il tonno di coniglio sono rimasta sconvolta con timore di accusare malessere in seguito. Assente la ristorazione, ma soprattutto quella piemontese, non nominiamo la qualità che personalmente non ho trovato. Oltre al danno pure la beffa. AS PEUL NEN!




