Alla ricerca di mappe sognate
Forse mi ripeto ma nel valutare penso si debba distinguere tra l’analisi dell’Italia e quello delle zone all’Estero.
In queste ultime è infatti necessaria una rassegna che in qualche modo segua un itinerario base, perché si tratta di zone meno note e quindi è bene impostare un percorso che non salti i luoghi più importanti. Ma anche in questo caso l’analisi può procedere o in modo piatto, come la lettura di una guida turistica di medio livello (come è ad esempio stato per l’Argentina), oppure in modo più vivace: ottimo, a mio parere, il modo con cui si è illustrato il Brasile, dividendolo tra le tre bravissime guide che ne hanno dato uno spaccato organico, pur differenziando ad esempio le caratteristiche delle città principali; saggiamente hanno evitato di soffermarsi più di tanto sul Carnevale di Rio, già troppo descritto ovunque e dovunque. Dico tutte e tre perché è stato evidente che il loro è stato un percorso concordato insieme, in cui hanno stabilito insieme una griglia di fattori da analizzare. Mi piacerebbe anzi preparaste una visita specifica di Rio e Sao Paulo. Inoltre - e conta molto – tutte e tre hanno mantenuto il rapporto con il pubblico, cui era evidente si rivolgevano guardandolo attraverso la camera. Per intenderci trovo infatti poco comunicativo e impersonale il modo che ha Esther Maurini di leggere qualcosa, come da una guida appunto, da un monitor, giusto interrompendosi ogni tanto per qualche piccolo approfondimento. E sempre Esther a Vienna, come si fa a non mostrare, pur citandola, il palazzo della Secessione?
Per l’Italia generalmente mantengo le valutazioni che ho già espresso, pur con qualche delusione. I miei beniamini restano gli stessi, Daniela Pacchiani e Mario Bernardi (ma restano i migliori anche per quanto riguarda le visite all’Estero). Per l’Italia cito come esempio la Sicilia di Mario e l’Agrigento di Daniela, dove sono stati diversi ma godibilissimi: in comune hanno che cercano di evitare l’esposizione di luoghi già molto famosi, come ha fatto Daniela con i templi, già illustrati, e con altre cose. E come ha fatto Mario in modo quasi commovente, andando a scovare qua e là certi siti siciliani. Ma lo stile è diverso, Mario se la gioca in modo apparentemente più leggero, Daniela sembra più sistematica, ma dato che hanno entrambi alle spalle una base culturale di ottimo livello, riescono comunque a dare un quadro organico del sito di cui riescono a riportare le caratteristiche più significative.
Deludente invece, perché altre volte Virginia mi era piaciuta, la Sardegna/solo coste. La scusa è il poco tempo a disposizione, ma intanto la puntata è durata un’ora e mezza, quando in genere si raggiungono le due ore. Poi si poteva sfoltire qualcosa delle coste. Come si fa a tacere dei nuraghi, dei numerosi reperti preistorici e altro, che sono legati al fatto di essere la Sardegna un’isola?
Se dico queste cose e a volte sono critica su certi aspetti, il mio bilancio è comunque ampiamente in positivo: i vostri tour sono assai utili, come vi ho già detto, non sono per chi non visiterà mai questi luoghi ma anche per chi li ha visitati e può integrare un'esperienza. Per questo, perché ci si possa sganciare da un'esposizione convenzionale, mi permetto certe critiche. E...avete visto che vale persino per il grande capo Federico? Sbaglio o da un po' non dice più: 'Stasera ne vedrete delle belle!'...
Complimenti quindi a tutti!
28 giugno 2022
Non scritta su invito