Una vergogna!
Alla data del rinnovo, mi ritrovo fuori sede ed impossibilitata a caricare la carta, unico mezzo accettato per il pagamento. Immediatamente dopo il primo tentativo di addebito sulla carta, ricevo una prima email dall'oggetto "Insoluto Acrive campaign 2° avviso" in cui mi chiedono di ricontattarli per regolarizzare la mia posizione.
Rispondo esponendo la mia impossibilità di ricaricare la carta e chiedendo di poter pagare con PayPal, ma mi viene risposto che non accettano PayPal...
Tra l'altro, nonostante vendano un software per automazioni email, in 3 anni non ho mai ricevuto un promemoria di rinnovo imminente del servizio, nonostante loro sostengano di inviarlo...
Proseguono incessantemente con i tentativi di addebito sulla carta...ed io chiedo ripetutamente di poter pagare con un altro metodo, ma loro non accettano PayPal.
Finchè mi ricontattano, minacciandomi di passare la pratica ad un legale, quando sono stati loro a non darmi altre alternative per pagare e non io a dire che non avrei pagato (per qualcosa a cui tra l'altro ormai mi avevano tolto l'accesso)
A questo punto, indignata, comunico di voler dare disdetta, ma mi viene detto che devo pagare il 50% di quanto dovuto per il rinnovo per poter chiudere subito l'account, ma che se glielo avessi detto entro 5 giorni, mi avrebbero stornato l'intero importo.
Ovviamente, questo me lo hanno detto ben oltre il termine dei 5 giorni... quindi insisto nel pagargli il 25% e chiudere questa esperienza pietosa.
Mi viene inviata una fattura di chiusura e un link per saldarla, ma contemporaneamente mi addebitano l'importo del 50% sulla carta senza alcuna autorizzazione da parte mia... e mi inviano un'altra email in cui mi dicono che hanno visto che ho pagato e che l'account è stato chiuso... (senza possibilità di accedere e recuperare contatti e materiali...)
Consiglio a questi signori di prendere esempio da aziende ben più serie come Amazon e Adobe che potrebbero insegnarvi molto su come trattare il cliente e soprattutto sul valore del cliente nel tempo...



