Dal promesso miglioramento estetico a un grave peggioramento
Dal promesso miglioramento estetico a un grave peggioramento: informazioni omesse e totale mancanza di trasparenza.
Mi sono rivolto a questa struttura semplicemente per capire se un autotrapianto fosse idoneo e fattibile per la mia situazione: il mio obiettivo era ottenere un miglioramento estetico localizzato alla zona delle tempie. Oggi posso dire con assoluta certezza che non avrei mai accettato di sottopormi all'intervento se solo mi fossero state prospettate le reali conseguenze e le vere tempistiche del post-operatorio.
Al contrario, queste informazioni fondamentali mi sono state completamente taciute. In fase di consulenza mi era stato garantito che dopo appena due settimane sarei tornato alla condizione preoperatoria e che avrei poi dovuto solamente attendere la naturale ricrescita dei capelli trapiantati. La realtà si è rivelata ben diversa: invece di un miglioramento, mi sono ritrovato con un notevole aggravamento estetico.
Nessuno mi aveva mai parlato della complessa fase nota come "ugly duckling phase", né tantomeno del rischio di "shock loss", omettendo del tutto di spiegarmi che questa caduta indotta avrebbe potuto colpire anche i miei capelli indigeni.
La cosa più grave è che tali omissioni non sono state solo verbali, ma anche documentali: il modulo di consenso informato, oltre a essermi stato sottoposto per la firma solo il giorno stesso dell'intervento (22/09/2026) privandomi del tempo per riflettere, non contiene al suo interno alcuna menzione dello shock loss o del reale decorso post-operatorio.
Anche durante l'intervento i patti sono stati stravolti. Mi era stato garantito un prelievo a capello lungo, ma a ridosso dell'operazione ho scoperto che la zona donatrice posteriore sarebbe stata rasata; ancor più grave, mi è stata rasata l'attaccatura frontale senza alcun accordo preventivo (fatto che la clinica stessa ha poi dovuto ammettere per iscritto nelle email successive, giustificandola come necessaria al fine di ''ottimizzare l'attecchimento e garantire un risultato estetico naturale ed omogeneo'').
Oggi presento una palese e preoccupante asimmetria nella zona donatrice: il lato sinistro risulta visibilmente svuotato rispetto al destro a causa di un forte sospetto di prelievo eccessivo (overharvesting), danno per il quale mi sono già riservato di procedere con una perizia medico-legale.
Persino ottenere i miei documenti è stato un calvario: ho dovuto inviare una formale diffida per ricevere copia della cartella clinica, del consenso e delle foto del lato sinistro, che mi sono stati trasmessi solo dopo settimane accampando scuse su presunti "errori tecnici".
Questa totale mancanza di trasparenza ha avuto un impatto pesantissimo sulla mia vita, non solo dal punto di vista psichico e sociale, ma anche economico. Mi sono trovato costretto a posticipare di ben tre settimane una partenza all'estero programmata da mesi, affrontando enormi disagi organizzativi ed economici pur di gestire una condizione estetica della quale ero stato completamente tenuto all'oscuro.
A tutela dei miei diritti, ho già segnalato formalmente la struttura all'Antitrust (AGCM) e il chirurgo operatore all'Ordine dei Medici di Viterbo.
Condivido la mia storia affinché chiunque stia valutando questo centro possa avere tutte quelle informazioni che a me sono state negate.
