Serieta' pubblica, retribuzione da Cooperativa
Reduce da un'esperienza di un anno in Amos, penso di poter dire la mia su questa anomala realta' parastatale. Utilizzo volutamente il termine anomalo, perché' ritengo discutibile la pratica, tutta italiana, di generare realta' a partecipazione pubblica, sotto forma di cooperativa, tali da assumere lavoratori che, pur svolgendo mansioni analoghe di chi lavora in ospedale o in Asl, non di rado percepiscono salari inferiori di un buon 25-30%! Un buon espediente per le aziende sanitarie di abbattere i costi alla radice, ma una pratica discutibile di gestione dei lavoratori, innescando una evidente discriminazione fra figure equiparabili. Lato servizi, al contrario, almeno per la mia esperienza, Amos supplisce alle non poche carenze pubbliche attraverso servizi di qualita' o coperture orarie( degli infermieri in primis) ben piu' ampie ed elastiche dei propri colleghi del pubblico. Anche i servizi di Front Office, per quello che ho visto, risultano professionalmente ineccepibili e con personale costantemente cortese verso l'utenza e mediamente formato. La gestione interna, invece, presenta luci ed ombre. Orari che cambiano, seppur comunicati con un buon preavviso, costantemente giorno per giorno (risulta difficile comprendere perché' non si possa fare lo stesso turno per l'intera settimana), condivisione interna spesso carente, rapporti con i colleghi non sempre cordiali e, almeno questo il mio vissuto, relazioni con i Responsabili talvolta tanto apparentemente amichevoli quanto concretamente vuote di consistenza. Pagamenti comunque sempre puntuali, anche se non si comprende come sia possibile che un amministrativo che lavora in Ufficio debba avere lo stesso contratto (quello dei Multiservizi,ndr.) di chi e' addetto alle pulizie!!! (Professioni ugualmente degne di rispetto, ma non proprio identiche come mansionario) o perché' si debba decidere se usufruire per la mensa solo un anno per l'altro e non, ad esempio,mese per mese. Tanto,tanto, tanto, invece, da fare lato presenza sindacale, con bacheche desolatamente vuote o assemblee di cui nessuno e' informato o la pretesa, da regolamento aziendale, che le 104 vengano comunicate mese per mese, come se chi assiste un malato, potesse così facilmente pianificarne le necessità. INCREDIBILE!!! Per non parlare dello stress correlato, elemento sconosciuto ai più e mai introdotto a chi inizia a lavorare. Eppure la normativa esiste, invece mai nessun richiamo alla condivisione del DVR o a qualche indicazione, nonostante molti dei fattori di rischio indicati al contesto del lavoro (ad esempio dal vademecum dell'Asl della regione Lazio) li abbia, almeno nella mia esperienza personale, intravisti: si va dalla mancanza di definzione degli obiettivi professionali ( o non sempre la sua palese indicazione) all'ambiguità e/o conflitto di ruolo e relative alla responsabilità, alla precarietà dell'impiego e bassa retribuzione, sino al più grave (almeno talvolta l'ho vissuto così) Isolamento fisico e/o sociale, rapporti limitati con i superiori, conflitti interpersonali con superiori, colleghi e/o subordinati, mancanza di supporto sociale. Al contrario buona la documentazione relativa all'operatività e la facilità al suo accesso.
1 luglio 2025
Non scritta su invito